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L’Henna (più conosciuta con il suo corrispondente francese henné) è un arbusto coltivato in Nord Africa, dalle cui foglie e dai cui rami viene ricavata una polvere utilizzata come colorante. Tutto’ora è considerata una delle tinture naturali migliori in circolazione.

Tatuaggio all'henné

Ma cosa rende l’henné la tintura per eccellenza?

L’hennè viene utilizzato sin dai tempi antichi per creare tatuaggi rituali e tinte sia per i capelli, sia per i tessuti e le pelli (infatti vi sono tracce di questa polvere persino sui capelli della mummia di Ramesse II) Molte popolazioni arabe e orientali utilizzano ancora oggi l’henné rosso per creare speciali tatuaggi rituali chiamati Mehndi. Essi vengono dipinti su braccia, mani e piedi (tramite stencil o a mano libera) in occasione del matrimonio, con motivi di buon auspicio per la sposa.

In occidente l’uso dell’henné è principalmente rivolto alla cosmetica, come tinta per i capelli. Essa rappresenta un’ ottima alternativa alla classica tintura chimica, che rischia sempre di rovinare il colore naturale e danneggiare il capello. Infatti, grazie alla sua composizione naturale, l’henné cura e migliora i capelli pesantemente rovinati o estremamente deboli (è raccomandato l’uso di questa tinta soprattutto per chi perde troppo spesso i capelli) lascia i capelli lisci, sani e luminosi e elimina con successo la forfora.
Esistono due tipi differenti di henné:

Hennè Naturale (o Hennè puro)

È la classica polvere dal colore giallo-verde che si ricava dai rami e dalle foglie della pianta lawsonia inermis. Questo tipo di tinta tende a donare sfumature rosse alla chioma, che variano a seconda del colore base del capello. Infatti se applicato su capelli biondi o castano chiari, si otterrà un rosso ramato o rosso fuoco; se applicato, invece, su capelli castano scuri o neri, si otterranno sfumature sul rosso mogano. Spesso la polvere base dell’ henné viene mischiata con altri due tipi di polveri: la Cassia Obovata e l’Indaco.

La Cassia Obovata, o semplicemente henné neutro, non ha proprietà coloranti ma fortifica e ripara i capelli pesantemente danneggiati, donando lucentezza e morbidezza. Si può anche utilizzare da solo per rinforzare i capelli o donare, per chi ha una fluente chioma bionda, degli splendidi riflessi dorati.

L’indaco, invece, è un colorante naturale ottenuto dalle foglie dell’indigofera tinctoria, e dona riflessi che variano dal viola al blu, andando a diversificare le sfumature di rosso. Anche se il risultato delle tinte rimarrà sempre il rosso, è possibile ottenere differenti sfumature mischiando coloranti naturali quali il mallo di noce e l’hennè nero (ovvero una variante più scura dell’indaco) L’effetto, però, è solo temporaneo in quanto questo tipo di colorante naturale è più debole dell’henné e si elimina con pochi lavaggi.

Hennè Picramoso

E’ la polvere di henné mischiata con un colorante artificiale chiamato picrammato di sodio, che dona ai capelli una tonalità di rosso molto più forte rispetto alla classica polvere. Infatti questo tipo di henné, a differenza della sua versione naturale, tinge completamente i capelli di un rosso molto scuro, ed elimina i tempi di attesa previsti dall’applicazione della polvere naturale, in quanto il rilascio del colore è praticamente immediato. Anche se il picrammato di sodio è considerato piuttosto nocivo, l’uso di questo tipo di henné non è del tutto sconsigliato, in quanto la tossicità del colorante dipende dalla quantità utilizzata.

Bisogna comunque prestare molta attenzione, in quanto l’utilizzo di questa tinta può danneggiare quasi gravemente i capelli tinti da poco, o quelli particolarmente stressati e rovinati.

Come applicare l’henné

Come preparare l'henné per la tintura per capelliPer entrambi i tipi di henné la preparazione e l’applicazione dell’impasto è sempre la stessa, l’unica differenza consiste nei tempi di riposo di entrambe le preparazioni.

Per l’henné naturale i tempi sono piuttosto lunghi, in quanto questa tinta, per poter donare buone sfumature di rosso, va lasciata ossidare per molte ore, a volte anche tutta la notte. Questo processo chimico agisce in modo tale che venga rilasciata una particolare molecola presente nell’henné, che permette di ottenere, come risultato finale, dei lucenti riflessi di un rosso vivo.
Per l’henné picramoso, invece, i tempi di attesa sono pressoché nulli, in quanto la presenza del colorante artificiale dona già di per se un rosso molto scuro, eliminando completamente il processo di ossidazione.

Per preparare l’henné è necessario mischiare la polvere con un elemento liquido tiepido, che può essere acqua calda, succo di limone, camomilla, te o karkadè (un succo dal colore rosso intenso ricavato da una particolare varietà di pianta di Hibisco) per poi aggiungere un elemento più consistente come lo yogurt bianco, il miele o l’uovo. Al tutto si può anche aggiungere un goccio di olio, che rende i capelli luminosi e morbidi (consigliato soprattutto per chi possiede capelli molto secchi)

Siccome il colorante è molto potente e rischia di rovinare tessuti o di macchiare la pelle, prima di applicare la pasta vanno indossati guanti e mantelle di plastica per proteggere i vestiti. L’impasto va applicato sui capelli asciutti, facendo in modo da ricoprire per bene tutta la chioma, per poi raccoglierli bene sulla testa e ricoprirli con una pellicola, lasciando agire la tinta. I tempi di attesa sono vari, dai 30/45 minuti fino alle 5 ore; più i tempi sono lunghi, più scuri diventano i capelli.

Una volta finito il tempo, i capelli vanno lavati con molta attenzione, togliendo ogni residuo di impasto e utilizzando uno shampoo delicato. Il risultato è eccezionale finale è eccezionale 😉

Piccola curiosità: se vi trovate dal parrucchiere e non sapete che tipo di henné sta usando, potete affidarvi al naso: infatti l’hennè naturale ha un odore molto forte, che ricorda molto la campagna, mentre l’henné neutro è pressoché inodore, come le tinte chimiche.

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